Un proverbio afferma: “Quando tanti leoni si riuniscono, il bel tempo sta arrivando”.
Calorosi, drammatici, generosi: i Leoni stanno magnificamente al centro del palcoscenico, felici di essere notati e soddisfatti di raccogliere applausi per la vivace parlantina e gesti eclatanti. Possono contare su notevole forza vitale da cui sono sostenuti nell’affrontare le sfide della vita.

Brillano di luce propria: infatti accettano malvolentieri un ruolo di secondo piano e molto difficilmente riescono a stare dietro le quinte, ruolo invece assunto ben volentieri dalle vicine di segno, Le Vergini.

Il SOLE è il loro pianeta, e come accade al sole possono subire tempeste o “eclissi”, ma anche quando sono oscurati da personalità momentaneamente più in vista di loro, o si “eclissano” per i motivi più strani (sono offesi, sono stanchi dello show, vogliono evitare discussioni, devono recuperare energie dopo una sconfitta …), la loro assenza dura poco.    Dopo le eclissi, ritornano sulla scena con maggiore coraggio e fulgente bellezza, mostrando l’innato carisma all’ampio  gruppo di persone, e lo stuolo di ammiratori non manca mai.  Anche i Leoni più riservati, esempio quelli che hanno pianeti in cancro o in vergine, anche i leoni meno spendaccioni che acquistano solo oggetti di marche prestigiose per farsi notare, tutti i Leoni hanno uno stuolo di corteggiatori, eppure tendenzialmente sono poche le persone che considerano veri amici.  Perché?

IL LEONE è rappresentato da un punto luminoso che man mano diventa un cerchio sempre più grande, riuscendo così ad espandersi ed illuminare una zona più ampia di spazio.  Da piccolo, il leone ha pochissimi amici, quelli super fidati con cui impara a relazionarsi al di fuori della famiglia, impara a confrontarsi e così capisce da quali comportamenti riconoscere il vero amico, cioè quello da proteggere e da cui avrà appoggio incondizionato.

Con gli anni aumentano gli amici e il Leone costruisce il suo clan,  il Suo gruppo super solido e fedele che dirige e condiziona nelle scelte, generoso con tutti, accondiscendente senza mai però farsi imprigionare dai ritmi e dagli schemi degli altri (e per questo si trova a suo agio con gli acquari).   Con gli arieti e i sagittari ha in comune la capacità di trasmettere coraggio, ottimismo, vitalità con cui affrontare e vincere ogni tipo di paura o nemico.

Da piccolo “re” della famiglia, dell’asilo, della classe e del  quartiere, può ambire ad essere a capo di Aziende o Stati.  Abbiamo molti esempi nella storia.   Non tutti i LEONI, comunque,  si dedicano al bene collettivo o riescono a superare, dominare, le loro egoistiche personali soddisfazioni per dedicarsi ad un ideale più alto, forse irraggiungibile nell’immediato, ma la cui luce come quella del Sole potrebbe illuminare a lungo, negli anni presenti e futuri.  Scrive l’esoterica teosofa Alice Anna Bayle che il LEONE può avere una forza devastante all’interno della famiglia o del gruppo se non supera l’egoismo, la tendenza a cercare soddisfazioni personali e autoconservazione.

Quando il leone si trova in un ambiente nuovo: con spavalderia si fa notare, cerca una persona con cui sintonizzarsi e poco alla volta conquista tutto, o quasi tutto il nuovo territorio. Dipende dalla sua pigrizia: a volte, stanco di stare sulla scena e rispondere agli applausi, si prende il sacro diritto di riposare, incurante di ciò che succede fuori dalla sua tana. Se non c’è niente di notevole a cui partecipare, niente feste, niente pubblico… tanto vale dormire o godersi la stretta famiglia composta da umani e animali.

Tra i punti deboli del leone c’è la schiena. Essere colpito alle spalle (in senso reale fisico o metaforico come nel caso di un tradimento da parte di un amico) è la peggior situazione in cui vorrebbe trovarsi.

Non concepisce come lo si possa tradire dopo aver dimostrato valore,  coraggio, sincerità, disponibilità ad accogliere e difendere i più deboli.  Non accetta la mancanza di gratitudine: gli sforzi (di questo è super convinto ogni leone) devono essere adeguatamente ricompensati.   Non colpite alle spalle un leone, si vendicherà, siatene sicuri. Lo farà a modo suo.    Ci sono leoni che “lavano le offese” con piccinerie, parlando “alle spalle”, mettendo in piazza i difetti altrui e offendendo pubblicamente;  altri leoni preferiscono “oscurare” l’avversario dimostrandosi superiori, acquistando gloria e migliorandosi sempre di più.

SIAMO SICURI CHE TUTTI I LEONI SIANO CREATIVI?   Assolutamente sì.   Hanno l’urgenza interiore di esprimere le emozioni attraverso l’arte (in questo simili alle bilance), esempio con pennelli, con la scrittura   o la fotografia, suonando cantando ballando dirigendo orchestre.    Siamo circondati da attori e registi del segno, drammatici o comici, divertenti e/o molto impegnati,  in ogni caso sanno come trasmettere in modo efficace le passioni del loro cuore e di ciò che vedono.

Sono ottimi organizzatori di feste, perché amano la celebrazione collettiva e sono felici di essere maestri di cerimonia.  La creatività è parte integrante della loro personalità.  Sempre gloriosi e benevolenti, beneficenti.

La loro regalità proviene dall’essere un misto di recita e spontaneità, amore proprio e intelligenza, auto-sicurezza e calore umano.

Il ruggito del Leone è riconoscibile anche quando parla sottovoce.  Volente o no,  si aggiudica la scena, crea situazioni, si gode il momento… e poi scappa, un po’ come fanno i gemelli.

Con il toro, lo accomuna una certa pigrizia,  il desiderio di godersi la vita dopo tanto faticare: come diceva una delle mie tante amiche  del leone: “La migliore posizione è quella orizzontale”.  Il leone addormentato paura più non fa… e paura più non ha, e in questo si trovano d’accordo con i cancro.

Il Capricorno e i Pesci sono segni distanti 150 gradi dal leone:  è una relazione che li lascia abbastanza liberi perché il leone apprende dal capricorno ad essere più responsabile, a risolvere i problemi con il padre, a non accontentarsi di momentanei applausi e scene drammatiche che attirano l’attenzione ma anche la smorzano facilmente.   Dai Pesci, i Leoni capiscono l’importanza di riconoscere una certa ambiguità che nasce in ogni tipo di rapporto, troppa razionalità rischia di bruciare le relazioni e affossa le emozioni più romantiche, il sogno.